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Gli Archivi Buddhisti del dott. Alexander Berzin

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Domande sul karma collettivo e i disastri naturali

Dialogo tra Alexander Berzin e Jonathan Landaw
Gennaio 2010
Traduzione in italiano a cura di Francesca Paoletti

Jon: Oggigiorno, molte persone domandano: "È possibile che il karma collettivo provochi un evento come un terremoto, per esempio quello che ha appena devastato Haiti?"

In risposta a questa domanda, in genere viene spiegato che il karma collettivo di tutti gli esseri su questo pianeta è responsabile per le caratteristiche generali di questo pianeta e degli elementi che lo costituiscono. Una volta che questi elementi sono definiti, intervengono le leggi impersonali della fisica. Per esempio, il calore sale verso l'alto e ne risultano diversi movimenti, come lo slittamento delle piattaforme continentali e così via. Una manifestazione di questi movimenti sono i terremoti. Da questo punto di vista, i terremoti sono il risultato inevitabile del fatto che il nostro pianeta è sorto nella sua forma presente; ed esso è sorto nella sua forma presente come risultato del karma collettivo molto esteso di tutti gli esseri che abbiano mai vissuto su questo pianeta. Puoi dirci qualcosa a questo proposito?

Alex: Il karma o, più precisamente, le forze karmiche positive o negative (bsod-nams or sdig-pa) e le tendenze karmiche (sa-bon), siano essi individuali o collettivi, maturano in forma di vari tipi di risultati. Uno di questi risultati è un risultato dominante (bdag-po’i ‘bras-bu). Un risultato dominante è il fatto che sperimentiamo il tipo di ambiente o società in cui siamo nati o entriamo, così come il modo in cui essi ci trattano, oppure i nostri oggetti intesi come ciò che possediamo e quello che accade loro.

Nel caso del risultato dominante del karma collettivo – il termine tecnico in realtà é "karma condiviso" (thun-mong-gi las) – di un gruppo di esseri limitati, questo si riferisce soprattutto alle loro esperienze condivise di situazioni o avvenimenti ambientali o sociali nel momento in cui questo gruppo le sperimenta. Tuttavia, possiamo anche dire che il risultato dominante del karma collettivo si riferisce alle situazioni o avvenimenti ambientali o sociali che offrono le circostanze affinché questo gruppo le sperimenti.

Quest'ultima affermazione non implica che il karma collettivo di questo gruppo sia l'unica causa dell'ambiente che essi sperimentano nel momento in cui lo sperimentano, tanto per fare un esempio. L'ambiente che essi sperimentano, come la costituzione della terra o dell'universo, è il risultato di innumerevoli altre cause e condizioni. Nel caso dell'universo, la sua causa di ottenimento (nyer-len-gyi rgyu) – ovvero ciò da cui otteniamo l'universo come suo successore e che cessa di esistere nel momento in cui il suo successore sorge – è il Big Bang. Potremmo suddividere le cause di ottenimento in quelle che sono avvenute molto tempo fa, come il Big Bang, e quelle che sono avvenute immediatamente prima del momento presente, come per esempio lo slittamento di una placca tettonicaun che è la causa di ottenimento di un terremoto che ne risulta. Tuttavia, i cambiamenti minori che avvengono momento per momento nell'ambiente, una volta che esso sia sorto, come per esempio il fatto che una particolare foglia cada da un albero, sono il risultato delle leggi della fisica e così via di quel particolare universo. Ciononostante, per quanto riguarda l'ambiente, ci sono risultati creati dall'uomo (skyes-bu byed-pa’i ‘bras-bu), come per esempio l'inquinamento atmosferico risultante da azioni umane. Inoltre, ad ogni specifico istante, gli elementi costituenti, come la materia e l'energia dell'universo in quell'istante, sono allo stesso tempo anche le cause che fanno sorgere (lhan-cig ‘byung-ba’ rgyu) l'universo in quell'istante.

Il karma collettivo che ha contribuito in maniera causale alla formazione della terra e delle leggi della fisica che la investono, si riferisce al karma condiviso non solo da tutti gli esseri che hanno vissuto sulla terra prima di adesso, ma anche da tutti coloro che al momento attuale stanno vivendo sulla terra e da tutti coloro che vivranno su di essa in futuro. Ma siccome la terra è parte del nostro universo e le leggi della fisica si applicano non solo alla terra bensì all'intero universo, dobbiamo guardare ad un karma collettivo di più ampio spettro – il karma collettivo di tutti coloro che hanno vissuto, stanno attualmente vivendo e che vivranno nel nostro universo. In fondo, la natura fisica dell'universo è tale che un numero enorme, se non tutti, dei pianeti composti da materia solida ad un certo punto diventano instabili e dunque soggetti a terremoti.

Poiché stiamo parlando della formazione dell'universo, il karma collettivo che ha contribuito alla sua formazione e ad un grande numero di esseri che sperimenta questo universo sarebbe stato accumulato prima del Big Bang di questo universo da tutti gli esseri con il karma di rinascere in questo universo.

Jon: Ma allora cosa dire di quelle persone che vivono esattamente nel luogo che viene colpito da un violento terremoto, come è successo ad Haiti la scorsa settimana? Per comprendere questo, è importante ricordarsi che (1) non tutti gli esseri su questo pianeta hanno sperimentato le devastanti conseguenze di questo terremoto e (2) anche nella stessa Haiti, non tutti sono morti o sono stati feriti dal terremoto. Anche se ha causato una devastazione enorme, non tutti quelli che si trovavano nell'area devastata sono stati feriti o uccisi. Questo indica che coloro che sono stati danneggiati seriamente avevano accumulato il karma, sia individuale che collettivo, di sperimentare questo danno in quel momento, mentre coloro che sono rimasti relativamente illesi non avevano accumulato tale karma.

Questo non significa che coloro che sono stati uccisi fossero in qualche modo persone "peggiori" di coloro che sono sopravvissuti. Abbiamo tutti enormi raccolte di karma nei nostri flussi mentali, sia positive che negative, e le condizioni che determinano quale karma maturerà in quale istante sono molte e variegate. Qualcuno potrebbe essere sopravvissuto "miracolosamente" al grande terremoto, solo per venire ucciso in qualche altro grande disastro il giorno successivo, l'anno successivo o nella vita successiva. Possiamo quindi fare una distinzione tra karma collettivo "ampio," che condividiamo con tutti gli esseri su questo pianeta, e il karma collettivo relativamente "ristretto," che condividiamo solo con una certa popolazione tra tutti questi esseri?

Alex: sì, possiamo fare questa distinzione. C'è il karma collettivo più ampio di tutti che ha contribuito alla formazione di un universo. Questo è condiviso da tutti coloro che vivranno in questo universo. All'interno di questo gruppo, c'è un sottogruppo costituito da coloro che hanno il karma collettivo di vivere sulla terra. Questo ha contribuito specificamente alla formazione della terra. All'interno di quel sottogruppo c'è un sotto-sottogruppo di coloro che hanno il karma collettivo dello sperimentare il terremoto ad Haiti, che in un certo senso ha contribuito all'accadimento del terremoto.

Anche se ogni persona all'interno di quel sotto-sottogruppo ha sperimentato il terremoto in maniera diversa, come risultato del loro karma individuale (thun-mong ma-yin-pa’i las; karma non condiviso), tuttavia possiamo sempre trovare ulteriori suddivisioni del karma collettivo che sono condivise da gruppi sempre più piccoli di individui. Per esempio, qualcuno è sopravvissuto e altri sono morti. Coloro che sono morti avevano un karma collettivo di morire in quel terremoto, non soltanto di trovarsi in un terremoto. Tra coloro che sono morti, qualcuno potrebbe aver avuto il karma collettivo condiviso con molte altre persone di morire nel crollo dello stesso edificio. Dunque quando parliamo di karma individuale, questo si riferisce allo sperimentare qualcosa di unico, non condiviso con nessun altro, come il morire quindici minuti più tardi, colpiti alla testa da una trave specifica.

Jon: tanto per essere cosmici per un momento, quegli esseri che purificano il loro karma in maniera sufficiente e che coltivano una profonda fede possono rinascere in una cosiddetta "terra pura" o "campo di Buddha," come quello di Buddha Amitabha. Quindi si ritrovano in un mondo che non è soggetto a sconvolgimenti così violenti. È detto che in una tale rinascita nelle terre pure qualsiasi cosa, come il suono del vento che soffia attraverso gli alberi, dona insegnamenti di Dharma che portano gli esseri di quella terra pura più vicini all'illuminazione. Cito questo fatto per sottolineare l'aspetto della corrispondenza tra le proprietà di un luogo e le qualità delle menti degli esseri che vivono in tale luogo.

In breve, esseri le cui menti rimangono sotto l'influenza dei tre veleni – ignoranza, bramosia ed odio – si ritrovano in un mondo pieno di ogni sorta di violenza, mentre coloro che hanno ottenuto un certo livello di libertà da queste illusioni velenose sperimentano un ambiente in cui tale violenza è meno comune o addirittura, come nel caso di una rinascita nelle terre pure, completamente assente.

Alex: nel caso di una terra pura, come quella di Amitabha, la causa di ottenimento affinché essa sorga sarebbe la forza positiva che Amitabha ha accumulato prima di ottenere l'illuminazione e le preghiere che ha offerto, sempre prima di raggiungere questo stato. Queste sarebbero preghiere in cui la rete di forza positiva accumulata viene dedicata per poter essere in grado di dare insegnamenti, in forma di Nirmanakaya, ad esseri non-arya con il karma di ricevere insegnamenti da un Nirmanakaya di Buddha e, più precisamente, con il karma di rinascere in una terra pura di Nirmanakaya per poter ricevere questi insegnamenti. Inoltre, le sue preghiere sarebbero di poter dare insegnamenti, in forma di Sambhogakaya, ad arya bodhisattva che abbiano il karma di ricevere insegnamenti da un Sambhogakaya di Buddha e, più precisamente, con il karma di rinascere in una terra pura di Sambhogakaya per ricevere questi insegnamenti. Poiché Amitabha avrebbe offerto quelle preghiere quando era ancora un bodhisattva e quindi molto tempo prima di diventare un Buddha, la sua terra pura potrebbe anche venire considerata un risultato dominante della sua rete illuminante di forza positiva.

Una condizione agente simultaneamente (lhan-cig byed-pa’i rkyen) per il sorgere della terra pura di Amitabha sarebbe la sofferenza di tutti gli esseri limitati, che avrebbe motivato Amitabha ad avere compassione e fare questo tipo di preghiere prima di ottenere l'illuminazione. Una condizione agente simultaneamente è un elemento che esiste in precedenza al sorgere di qualcosa e che assiste nel dare luogo a questo sorgere, ma che non si trasforma in ciò che sta sorgendo.

Le pratiche di purificazione di qualcuno che rinascerà nella terra pura di Amitabha, fatte nella vita immediatamente precedente la nascita di quella persona in quella terra pura, non possono essere considerate una causa del sorgere della terra pura di Amitabha. Questo perché la terra pura di Amitabha sarebbe già esistente nel momento in cui quella persona ha praticato quel tipo di pratiche di purificazione. Le pratiche di purificazione fatte da qualcuno nella vita immediatamente precedente una rinascita in una terra pura, oltre alle preghiere fatte in quella vita di poter rinascere nella terra pura di Amitabha, sarebbero come la goccia finale nella rete di forza positiva accumulata da quella persona nell'arco di un numero enorme di vite e che risulterebbe nella sua rinascita in quella terra pura. Soltanto le preghiere di poter rinascere in una terra pura in generale, fatte nel corso delle loro vite da tutti gli esseri con il karma di rinascere nella terra pura di Amitabha e nel momento in cui Amitabha era ancora un bodhisattva, possono funzionare come cause che matureranno nel sorgere della terra pura di Amitabha come loro risultato dominante. Tuttavia, questo può accadere soltanto in congiunzione con le preghiere di Amitabha fatte prima che egli diventasse Buddha. Soltanto se queste persone avessero conosciuto Amitabha al tempo in cui era un bodhisattva e stava pregando di poter rinascere specificamente nella sua terra pura dopo essere diventato un Buddha, allora le loro preghiere avrebbero potuto maturare avendo come risultato pieno la terra pura di Amitabha.

Jon: in alcuni testi di Dharma si legge che i terremoti sono correlati a squilibri dell'elemento terra degli esseri senzienti. Questo è interessante, ma non so come interpretare questa affermazione. Sai come aiutarmi?

Alex: finora non ho incontrato questa affermazione, ma penso che la possiamo comprendere in termini della presentazione del karma data nel Kalachakra. Secondo questa presentazione, ci sono innumerevoli universi, ognuno dei quali attraversa un ciclo di eoni di formazione, eoni di durata, eoni di disintegrazione ed eoni vuoti. Quando un universo è nella fase dei suoi eoni di formazione, un altro potrebbe essere nella fase dei suoi eoni di disintegrazione. I cicli attraversati dagli universi non sono necessariamente sincroni tra di loro.

Durante gli eoni vuoti tra la presenza di un universo e l'altro, i cinque elementi di ogni universo sono collassati in una particella di spazio (nam-mkha’i rdul-tshan). Questa particella di spazio ricorda un "buco nero," anche se ovviamente ci sono delle differenze. I cinque elementi sono spazio, vento, fuoco, acqua e terra, o forse possiamo pensare a questi cinque in termini di spazio, gas o energia, calore, liquido e solido. Più precisamente, la particella di spazio consiste in una traccia delle particelle elementari più grossolane appartenenti ad un universo e che non sono più unite tra loro. In questa situazione, le leggi ordinarie della fisica di quel precedente universo collassato non sono più in vigore per queste tracce. La particella di spazio relativa ad un universo che non è ancora avvenuto funziona come la base per le particelle più grossolane dei cinque elementi di quell'universo che successivamente sorgerà.

Il Kalachakra parla anche dei venti del karma (las-kyi rlung), che si riferiscono alle energie sottili che trasportano le forze karmiche e le tendenze degli individui. Per esempio, alla fine dell'eone vuoto prima del Big Bang che ha dato origine al nostro universo, i venti del karma collettivo degli esseri aventi il karma di rinascere nel nostro universo hanno influenzato la particella di spazio del nostro universo. Essi hanno fatto sì che quella particella di spazio esplodesse nel Big Bang e si evolvesse nel nostro universo con le sue caratteristiche specifiche e le sue leggi della fisica.

Al momento del Big Bang, quegli esseri aventi il karma di rinascere nel nostro universo e il cui karma collettivo stava influenzando la formazione del nostro universo, si sarebbero trovati in altri universi. Come esseri samsarici, i cinque elementi dei loro corpi sarebbero stati in uno stato di squilibrio. Di conseguenza, i venti del loro karma collettivo avrebbero influenzato la particella di spazio del nostro universo in maniera tale da creare uno stato di squilibrio tra i cinque elementi grossolani del nostro universo che deriverebbe da essi. In questo modo, si potrebbe spiegare come uno squilibrio dell'elemento terra degli esseri aventi il karma di rinascere nel nostro universo avrebbe contribuito allo squilibrio dell'elemento terra di questo pianeta, risultante in un terremoto.

Jon: l'insegnamento di Kalachakra spiega la relazione tra karma collettivo e il fatto che pianeti rocciosi nel nostro universo sono soggetti a instabilità e a terremoti. Ma quale potrebbe essere un esempio di karma collettivo risultante nel fatto che un gruppo di persone sperimenti collettivamente uno specifico terremoto? È qualcosa che questi esseri hanno effettivamente fatto, come nel caso frequentemente citato degli abitanti di un paese che tirarono della sabbia addosso a dei monaci e che successivamente furono sommersi da una tempesta di sabbia? Oppure c'è qualcosa di più sottile e di più pervasivo di questo?

Alex: questa è ovviamente una domanda a cui è molto difficile rispondere. Un gruppo di esseri che sperimenta collettivamente uno specifico squilibrio dell'elemento terra di questo pianeta dovrebbe avere accumulato il karma collettivo che dà luogo a ciò partecipando collettivamente ad un atto specifico. Questo atto dovrebbe aver dato luogo ad uno squilibrio dell'elemento terra di un'area e questo a sua volta dovrebbe essere stato sperimentato da altri, con conseguente danno per loro. Per esempio, quest'atto distruttivo potrebbe essere stato un gruppo di persone che hanno lavorato per un progetto che ha causato un danno all'ambiente e causato il crollo di colline o lo smottamento di terreni. Oppure questo gruppo di persone potrebbe essere stato coinvolto in operazioni di esplosione connesse ad attività minerarie.

Tuttavia, bisogna ricordarsi che gli esseri samsarici hanno vissuto su innumerevoli pianeti in innumerevoli universi. Il karma collettivo degli esseri che sperimentano uno specifico terremoto su uno specifico pianeta non sarebbe stato necessariamente accumulato tramite un atto distruttivo condiviso che essi avrebbero commesso collettivamente su quel pianeta. Potrebbero aver commesso quell'atto su un altro pianeta in qualsiasi altro momento del passato. A causa dell'avidità e dell'ingenuità, sono sicuro che gli esseri senzienti hanno distrutto l'ambiente innumerevoli volte su innumerevoli pianeti. Ma soltanto un Buddha potrebbe sapere quale atto karmico particolare è maturato in uno specifico risultato karmico. In fin dei conti, il karma è l'argomento più difficile di tutti da comprendere pienamente in tutti i suoi dettagli.