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Gli Archivi Buddhisti del dott. Alexander Berzin

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Meditazione di discernimento e concentrazione
(Meditazione analitica e formale)

Alexander Berzin, 2001
Traduzione in italiano a cura di Benedetta Lanza

Calmarsi

Lavorare su noi stessi in termini di rifugio o bodhicitta implica ascolto, riflessione e la meditazione sugli insegnamenti. Il concentrarsi sul respiro per calmarsi (cosa che alcune persone pensano sia tutto ciò in cui consiste shamatha), è soltanto un preliminare a questi tre. Il solo calmarci non elimina le cause dei nostri problemi anche se può renderci più lucidi nell'affrontarli.

Ascolto

Dall'ascolto (thos) otteniamo la consapevolezza discriminante (shes-rab, san. prajna, saggezza) che sorge dall'ascolto, che consiste nel distinguere le parole. Distinguiamo ('du-shes, riconoscere) le asserzioni buddhiste da altre asserzioni e siamo sicuri di ciò. Ci facciamo un'idea di parole del Dharma come “possiedo una preziosa rinascita umana,” ma non sappiamo assolutamente cosa vogliano dire. Possiamo supporre (yid-dpyod) che siano vere per rispetto verso il Buddha, ma non le comprendiamo.

Riflessione

Quindi riflettiamo (bsam) sul significato, il che vuol dire pensare alla definizione di preziosa rinascita umana così come al ragionamento che spiega perché essa è preziosa. Così, abbiamo bisogno di capire le diciotto qualità che la rendono preziosa, come ad esempio l'essere liberi da una rinascita come animali. Dobbiamo capire la linea di ragionamento e convincerci che essa prova la tesi: essere nati come umani e non come animali è prezioso perché si può praticare e realizzare il Dharma.

Il ragionamento consiste nel fatto che se fossi un animale, ad esempio un gatto, sarei sopraffatto dalla forte e incontenibile influenza dell'istinto animale come l'istinto della caccia, il proteggere il mio territorio, accoppiarmi con ogni gatta in calore ogni volta che ne ho voglia, e così via. Sarebbe molto debole il mio potere di distinguere tra ciò che è utile e ciò che è dannoso nel lungo termine. Se io fossi così, non non sarei in grado di praticare il Dharma.

Potremmo immaginarci come sarebbe essere un animale, per convincerci degli svantaggi. Quindi pensiamo: “dal momento che non sono così, ho l'opportunità di praticare. Quindi, possiedo una preziosa rinascita umana.” Poi, basandoci sui tratti caratteristici o sugli aspetti distintivi di una preziosa rinascita umana e sulla nostra situazione personale, e basandoci su questa linea di ragionamento, otteniamo una comprensione inferenziale con consapevolezza discriminante che sorge dalla riflessione. Si concentra su un'idea che ha in sé un significato quale “possiedo una preziosa vita umana perché sono libero dall'essere un animale” – ed è certa in proposito.

Dibattito

Qui, il dibattito è un modo utile per ottenere una ferma convinzione, in modo che non vi sia indecisione vacillante o anche soltanto un'idea imprecisa del significato. Altri potranno trovare maggiori lacune nel nostro ragionamento di quanto possiamo fare noi stessi; e nel fare ciò, avranno maggiore perseveranza di quanto ne avremmo noi stessi.

Meditazione analitica

Quindi meditiamo (sgom) su ciò che abbiamo compreso. Prima facciamo meditazione analitica o di discernimento (dpyad-sgom) e quindi meditazione stabilizzativa o concentrativa ('jog-sgom). Questa serve ad integrare e a digerire l' insegnamento.

Per la meditazione analitica usiamo i fattori mentali di indagine grossolana e discernimento sottile,che in alcuni contesti hanno il significato di investigare ed esaminare. Per esempio, prima investighiamo grossolanamente e troviamo gli errori in una pagina stampata, poi esaminiamo attentamente e troviamo i dettagli specifici. Quindi, per la meditazione analitica o di discernimento sulla nostra preziosa rinascita umana, ci concentriamo su noi stessi ed investighiamo ed esaminiamo se abbiamo o meno le caratteristiche specifiche del non essere animali. Investighiamo in modo grossolano e troviamo la nostra libertà dall'essere in quel modo: possiamo imparare, comunicare ed agire ad un livello molto più sofisticato di un animale. Esaminiamo attentamente e troviamo che anche se a volte possiamo comportarci come un animale – per esempio con il nostro comportamento sessuale, andando in discoteca “annusando il didietro” di potenziali partner e avendo poi incontri di una sola notte – non siamo obbligati a comportarci così. Possiamo distinguere e cambiare il nostro comportamento. Ci concentriamo sulla comprensione del fatto che non siamo animali.

Quindi ripassiamo il ragionamento per il quale se fossimo animali non potremmo praticare pienamente il Dharma. Abbiamo la libertà di non essere animali, quindi abbiamo preziose vite umane per praticare il Dharma. Poi ci focalizziamo su questa comprensione inferenziale e ci concentriamo su noi stessi in quanto dotati di una preziosa vita umana. Questa è la consapevolezza discriminante che sorge dalla meditazione.

Meditazione concentrativa

Nella meditazione concentrativa, ci focalizziamo semplicemente sul possedere una preziosa vita umana, senza esaminare in dettaglio, senza analizzare che ciò è dovuto al fatto che non siamo un animale e che se fossimo un animale non potremmo meditare e così via. Quindi ci concentriamo sulla sensazione di avere una preziosa rinascita umana, con la concentrazione accompagnata dal fattore mentale della ferma convinzione. Ci crediamo veramente.

È con questo tipo di meditazione che ci liberiamo dai difetti e problemi – quali lo sprecare il nostro tempo – e sviluppiamo le qualità positive, realizzando la nostra preziosa vita umana e quindi usandola in modo costruttivo per il Dharma.

Il solo concentrarci sul respiro, senza che ciò sia accompagnato da alcuna conoscenza, come la comprensione dell'impermanenza, della transitorietà, del fatto che non esiste un “io” concreto che agisce come controllore o osservatore e così via, ci può calmare, ma lo stesso effetto può averlo il sonno o un tranquillante. Non ci porta alla cessazione delle cause dei nostri problemi.

Comprensioni intellettuali, intuitive, viscerali ed emozionali

E' da notare che sia la meditazione analitica che concentrativa sono sempre cognizioni concettuali. Esse passano attraverso il medium di un'idea di ciò che significa una preziosa rinascita umana. L'idea è una rappresentazione di una preziosa rinascita umana, una rappresentazione che può essere verbale, un'immagine o una sensazione, ma con un significato associato alla rappresentazione.

Da un punto di vista occidentale il rappresentare qualcosa a parole e concentrarsi su di esso è un processo “intellettuale,” mentre rappresentare qualcosa attraverso una sensazione o immagine e concentrarsi su di esso è un processo “intuitivo.” Per favore notate che entrambi possono essere corretti o non corretti. Entrambi comunque sono concettuali, ed entrambi hanno bisogno di essere accompagnati dalla corretta conoscenza del significato delle parole o della sensazione o dell'immagine.

Inoltre, per essere in grado di assimilare la conoscenza, dobbiamo crederci e concentrarci su di essa con una salda convinzione. In termini occidentali questa è una comprensione viscerale.

Quando questa conoscenza viscerale è accompagnata da emozioni costruttive come la gratitudine, allora in occidente si dice che siamo mossi emozionalmente dalla nostra comprensione. Questo può davvero causare una trasformazione.

La trasformazione avviene in modo non lineare, comunque non con uno sviluppo lineare che vede un miglioramento giorno per giorno. Fino a quando non otterremo la vera cessazione delle emozioni o atteggiamenti disturbanti, continueremo ad avere alti e bassi.

Comprensione non concettuale

Il concentrarsi su qualcosa come il possedere una preziosa rinascita umana, con una conoscenza concettuale di ciò, passa sempre attraverso il medium di un'idea di quello che una vita di questo tipo significa. Siccome ciò avviene attraverso il medium di un'idea, né la concentrazione né l'oggetto sono completamente vividi. Questo avviene sia che la conoscenza sia intellettuale, intuitiva, viscerale o emozionale.

Solo quando la cognizione è libera da qualsiasi idea interposta è completamente vivida. Tale cognizione è non concettuale e, naturalmente, è ancora accompagnata dalla conoscenza.